PWC Italia lancia l’allarme economico al Blue Economy Summit

È iniziata a Genova la III edizione del Blue Economy Summit che attraverso convegni, tavole rotonde e talk-show in streaming, intende riunire e dibattere sull’attualità e le problematiche di tutte le filiere produttive del mare, senza dimenticare le prospettive del loro rilancio a seguito dell’emergenza epidemiologica da coronavirus.

Il Blue Economy Summit rientra negli appuntamenti del Genoa Blue Forum promosso dal Comune di Genova, l’Università di Genova, la Camera di Commercio di Genova, la Regione Liguria e l’Associazione Agenti Raccomandatari Mediatori Marittimi. Il vice sindaco Stefano Balleari ha aperto i lavori ricordando il ruolo strategico di Genova, primo porto del Mediterraneo, per tutte le attività marittime e la grande e secolare storia della città e del porto. L’assessore allo Sviluppo economico portuale e logistico del Comune di Genova, Francesco Maresca, ha introdotto la sessione d’apertura dedicata alla logistica e all’economia. L’emergenza sanitaria e le sue conseguenze hanno imposto nuove sfide alla pianificazione pubblica e privata dello sviluppo nazionale e internazionale così come le prospettive di Genova con il mare. Attraverso il summit e i suoi protagonisti di alto livello sono illustrati progetti importanti tesi a valorizzare il territorio.

Con i dibattiti strategici per la portualità anche momenti culturali dedicati al lavoro e alla formazione marittima e alle sfide eno-gastronomiche con prodotti tipici, per accompagnare genovesi e non alla scoperta della filiera del mare. Dopo un accenno all’esperienza della pandemia e alle previsioni sul fronte pandemia sanitaria assieme a Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive e tropicali dell’Ospedale San Martino, si sono analizzate le ripercussioni sulla competitività portuale nel Mediterraneo, delle strategie con cui i porti hanno affrontato l’emergenza e pianificato la ripartenza, per concludere con le conseguenze logistiche della riorganizzazione delle catene di approvvigionamento. In modalità da remoto sono intervenuti ai lavori, tra gli altri, Nicola Carlone, l’Ammiraglio-ispettore (Cp) della Capitaneria di Porto di Genova, Stefano Turchetto, Contrammiraglio-Comandante della Prima Divisione Navale della Marina militare e Massimo Giacchetta, Vicepresidente della Camera di Commercio di Genova.

Molto atteso è stato l’intervento di Giovanni Andrea Toselli, presidente e amministratore delegato di PwC Italia che ha relazionato presentando i dati dell’economia italiana e della logistica marina dopo il coronavirus elaborati dal colosso PwC, il network internazionale, operativo in 158 Paesi, che fornisce servizi di consulenza di direzione e strategica, revisione di bilancio, consulenza legale e fiscale. L’amministratore di PwC Italia ha dichiarato: “Non riusciremo a recuperare nel 2021 ma nel 2022. In una logica di analisi di emergenza sanitaria cessata a fine aprile, e sappiamo che così non è stato, l’aspettativa era di un recupero da raggiungere dopo oltre tre mesi. La preoccupazione della recessione globale e quello che accade negli Stati Uniti non promette bene. La nostra crisi è una crisi economica di congelamento, il crollo della fiducia dei consumatori. Un crollo evidente ed importante. La flessione di fatturato comporta un avanzamento della disoccupazione. Le elaborazioni prevedono un calo del fatturato per la quasi totalità dei settori dell’economia italiana. La crisi, inoltre, metterà sotto pressione l’intero comparto manifatturiero italiano con la sola eccezione della farmaceutica. L’economia italiana potrebbe avere dei vantaggi solo sull’export e investendo sull’innovazione tecnologica. L’importanza dell’offerta dei trasporti marittimi è vitale per garantire la fornitura di prodotti e servizi. Invece, il settore delle crociere è stato severamente impattato ma può contare su una base di clienti, focalizzando l’attenzione sulla fiducia dei consumatori. La tranquillità dei consumatori è la cosa da proteggere con più attenzione. Se la capacità del sistema sanitario è pronta possiamo proteggere i cittadini anche in autunno, se il coronavirus ritorna, e quindi dare la possibilità agli agenti economici del nostro paese di poter lavorare senza moltissime problematiche e preoccupazioni”.

Inoltre, l’obiettivo dei lavori di Genova dedicati alla blue economy sarà anche quello dell’elaborazione di un documento che sarà denominato “Blue Book” che raccoglierà tutte le proposte sulla blue economy da portare a livello nazionale e regionale. “Noi parliamo di ripartenza ma ci sono settori che non si sono mai fermatiha affermato Matteo Cattani, in rappresentanza di Assarmatori. “Penso al settore dei traghetti ad esempio ma non solo. Si tratta di collegamenti che portano ricchezza ai territori di riferimento, che dà ossigeno ai territori con le merci trasportate ma anche perché garantisce continuità territoriale e permette quindi ai territori di svilupparsi. Ci sono anche settori che dal covid hanno ricevuto impulsi positivi ma ci sono settori che hanno avuto un impatto enorme, dal 50 al 75 per cento in meno, che sono quelli dello spostamento passeggeri”, ha concluso il rappresentante di Assarmatori.

Non dimentichiamo che il settore container ha visto una riduzione dei volumi ma ci sono anche aspetti che danno qualche speranza: per la prima volta si è assistito ad una razionalizzazione e programmazione dei vari attori del settore così come la volontà di voler fare davvero sinergia per sviluppare le possibilità dell’economia blu e superare definitivamente l’emergenza economica frutto della pandemia sanitaria.

Articolo di Domenico Letizia pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“.

 

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