Puglia e Albania più vicine con la blue economy

La Regione Puglia e lo stato della Repubblica dell’Albania possono sviluppare politiche comuni in tema di Mediterraneo e valorizzazione della blue economy.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico MeridionaleUgo Patroni Griffi, ha incontrato il premier albanese Edi Rama, impegnato in questi giorni in una visita istituzionale in Puglia, il presidente della Regione, Michele Emiliano, e il console generale d’Albania in Puglia, Adrian Haskaj.

Nel corso dell’incontro, il Presidente dell’Ente portuale ha illustrato al premier albanese gli sforzi che si stanno compiendo per rendere i collegamenti marittimi tra i due Paesi dirimpettai, agevoli, efficaci, celeri e confortevoli.

Patroni Griffi ha sviscerato le proposte in tema di risistemazione e rimodulazione, nel porto di Bari, delle postazioni di controllo a servizio del personale della Polizia di Frontiera, installate nella zona sterile e interna alla stazione marittima.

Inoltre, il presidente Patroni Griffi ha annunciato che nel prossimo autunno verrà presentato, per il porto di Brindisi, l’avvio di una nuova linea di collegamento con il porto di Valona che implementerà l’offerta in favore delle migliaia di passeggeri che settimanalmente si dirigono nel Paese delle Aquile.

Occasione di dibattito e progettazione politica legata alla blue economy, attraverso il protagonismo di due paesi centrali per il futuro del Mediterraneo.

Tematiche importanti e innovative.

Come ribadito dal Think Tank “Imprese del Sud“: “Al centro delle riflessioni e delle proposte, il Mar Mediterraneo, che torna ad essere il cuore degli scambi economici tra i Paesi che vi si affacciano, in un nuovo contesto di sviluppo sostenibile. Sostenibilità che diventa la base anche di una nuova visione del fare impresa nei processi di internazionalizzazione e al tempo stesso promuove la collaborazione tra ricerca, industria e politiche del settore“.

Con questo scopo sono nate e vanno diffondendosi le ZES (Zone Economiche Speciali), con opportunità in termini di vantaggi fiscali e di semplificazione amministrativa che queste “zone” costituiscono.

Le Zone Economiche Speciali sono delle aree territoriali contraddistinte da un regime giuridico particolare e diverso rispetto al territorio che le circonda. Segno comune delle Zes è infatti la creazione di un sistema giuridico/economico che favorisca la crescita delle imprese autoctone, attragga investimenti esteri, favorisca l’import export.

Le misure legislative che rendono speciali queste zone variano da paese a paese. In moti casi consistono in esenzioni doganali (e in questo caso la Zes coincide con una zona franca), in altri in semplificazioni burocratiche, flessibilità dei rapporti di lavori, aiuti economici e misure fiscali di sostegno.

Opportunità che meritano grande attenzione, senza dimenticare la necessità della cooperazione positiva per tutti i protagonisti del Mediterraneo, così come stanno facendo la Regione Puglia e l’Albania.

In questo periodo, l’Albania sta vivendo una fase di crescita economica davvero interessante che sta impressionando i mercati internazionali. In tale contesto, i porti e la logistica dell’Adriatico meridionale (data la loro vicinanza geografica e le innumerevoli novità in termini di infrastrutture che l’Albania si sta dotando), fungono da snodo logistico fondamentale negli scambi commerciali con l’Italia e con l’intera Europa.

Approfondimento di Domenico Letizia, pubblicato dall’Osservatorio per la stabilità e sicurezza del Mediterraneo allargato (OSS MED). 

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