Malta, la città stato della tecnologia al centro tra Europa e Africa

L’isola di Malta è stata lungo il corso della sua storia una “città stato” importante, ubicata nel cuore del Mediterraneo. Nel 1921, Malta ottenne un governo indipendente, con un’assemblea eletta e 16 membri di una camera superiore. La politica interna era legata ai Maltesi, con l’Inghilterra che manteneva il controllo della politica estera e della difesa. Con l’inizio della seconda Guerra mondiale, Malta si trovò al centro del conflitto, subendo innumerevoli attacchi aerei.  Nel processo di decolonizzazione inglese, anche Malta giocò il suo ruolo. Il governo indipendente venne instaurato nel 1947, ma l’abbandono dell’Inghilterra causò una grande disoccupazione in un momento politico delicato quale quello del post-conflitto. Ne derivò un grande esodo verso Stati Uniti, Canada e Australia. Dopo alcuni anni di trattative con il governo inglese si arrivò alla dichiarazione di indipendenza all’interno del Commonwealth, che si sarebbe definitivamente ratificata dopo 10 anni di accordo finanziario e di difesa con l’Inghilterra. Tale percorso rappresenta la storia contemporanea dell’isola, la sua crescita economica e la dinamicità della Malta dei giorni d’oggi. Malta è un grande network che vive collegata con se stessa e con il mondo, grazie allo sviluppo tecnologico. In un contesto politico impregnato dalla retorica delle città virtuali e digitali, Malta rappresenta un successo dinamico e concreto. L’E-Government Benchmark 2018, rapporto pubblicato dalla Commissione Europea e realizzato, tra gli altri, dal Politecnico di Milano, piazza Malta al primo posto per i servizi di pubblica amministrazione digitali. Lo studio determina una fotografia della transizione digitale da parte delle pubbliche amministrazioni dei Paesi dell’Unione Europea. Cinque gli indicatori presi in considerazione, con valori espressi in percentuale. Più alta è, migliore è la performance. Con il 94,50%, Malta si posizione sempre al primo posto, 35 punti sopra la media europea. Il governo maltese è al primo posto anche sotto il profilo dei fattori abilitanti, piazzandosi ad un passo dalla perfezione con un 99%. Si tratta di un indicatore che mostra il livello delle infrastrutture tecniche e organizzative che rappresentano una precondizione allo sviluppo dell’e-Governement, rendendo l’isola una grande città perennemente collegata e che garantisce servizi online pubblici di eccellenza in tutta l’isola. Una visione che insegue innovazione, grazie anche alla prima legislazione blockchain al mondo che vede Malta come protagonista. La tecnologia Blockchain fa parte della più ampia Distributed Ledger Technology (DLT) e finora non è stata regolamentata da alcuna istituzione, tranne che da Malta. È una tecnologia basata su una lista sempre crescente di record, chiamati blocchi, che sono collegati e protetti usando sistemi di “crittografia”. Esperto e pioniere in tale settore è Sergio Passariello, Presidente della NGO “Mediterranean Academy of Culture, Tourism and Trade di Malta”, un blogger e imprenditore italiano da sempre vicino a Malta. Scrive Passariello: “Ogni record ha un collegamento con il record precedente o blocco e contiene un timestamp e dati sulle transazioni. Una volta che il record viene emesso con un timestamp, non è possibile alterare o manomettere tali informazioni. Mentre questa nuova tecnologia è difficile da comprendere per la maggior parte delle persone, nella pratica potrebbe potenzialmente aggirare le lunghe procedure nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, un giovane gruppo musicale potrebbe fare uso di piattaforme “DLT basate” sulla blockchain, eliminando la necessità di affidarsi ad intermediari per ricevere pagamenti di royalties ogni volta che qualcuno scarica la propria musica. Le transazioni si effettuerebbero attraverso una rete peer-to-peer e sarebbero calcolate, verificate e registrate utilizzando un metodo di consenso automatico e protetto”. Insomma, per essere chiari, Malta da isola/città stato si appresta a divenire hub tecnologico digitale mondiale.  Anche gli analisti e i consulenti dell’Agenzia “Malta Business” confermano le opportunità in tale settore per l’isola e per le nostre imprese: “Malta e Italia devono lavorare insieme per rafforzare e sviluppare l’asse euromed con l’obiettivo di costruire un ponte tecnologico tra i due Paesi, una sinergia tra istituzioni, imprese e professionisti maltesi ed internazionali per il rafforzamento della blockchain e dell’intelligenza artificiale per determinare nuovi percorsi di sviluppo”. Il campo di applicazione è molto vasto, variando dall’industria musicale, legate al riconoscimento di royalties e diritti d’autore, ai contratti intelligenti, che permetterebbero alle persone di un paese di acquistare proprietà in un altro, senza la necessità di intermediari. L’autorità si è prefissata il compito di promuovere un corretto ecosistema semplice, sburocratizzato, efficace per tutti i cittadini dell’isola che trasformerà Malta in un centro tecnologico, promuovendo l’implementazione di nuove tecnologie e incentivando gli operatori a scegliere Malta come base per operare nel settore, scegliere una comunità digitale che possiamo definire come un’unica grande, non troppo, città digitale. Malta può essere considerata un centro tecnologico e una comunità digitale pronta a divenire il cuore commerciale ed informatico del Mediterraneo, un cuore economico al centro del Mediterraneo che unisce Africa ed Europa. Il governo maltese, attraverso le parole del Ministro degli Esteri Carmelo Abela, ha confermato la sua intenzione di favorire l’internazionalizzazione delle compagnie maltesi attraverso politiche che facilitino l’apertura a mercati esteri. Le riforme legislative in campo economico e di attrazione degli investimenti, si sono rivelati efficacemente vincenti, facendola diventare in poco tempo un hub finanziario molto apprezzato in campo internazionale. L’Isola, grazie alla sua dinamicità e alla propensione alla concretezza, rappresenta un emblema tra gli Stati della Comunità Europea, con il più alto tasso di crescita e con un ratig AAA (Moody). I fondi Europei, sono ben spesi in infrastrutture tecnologiche, in opere pubbliche ed in formazione tanto da immaginare la nascita, nei prossimi anni, di una smart island al centro del Mediterraneo. Storici anche i suoi rapporti con i paesi nord africani, ed in particolare con la Libia, il Marocco e l’Algeria, che sono annualmente rinvigoriti da numerose missioni politiche, diplomatiche e commerciali. Un laboratorio urbano e internazionale d’innovazione, un centro finanziario, un hub educativo per tutti i cittadini europei, che grazie alla sua storia, ad i sui rapporti commerciali, alla sua piccola e dinamica struttura burocratica potrebbe diventare la naturale cerniera di collegamento, tra futuro del Regno Unito post Brexit, le comunità nord africane ed il sogno degli Stati Uniti d’Europa. Malta rappresenta ancora altro. Dalla tecnologia al turismo, l’isola di Malta è al centro degli interessi del Mediterraneo e nell’anno 2018 “La Valletta” è stata capitale della cultura, lavorando al gemellaggio con una magnifica città del meridione italiano, Palermo. Durante i lavori per l’avvio del gemellaggio, l’Ambasciatore della Repubblica di Malta in Italia, Vanessa Frazier, insieme al direttore marketing per l’Italia di Malta Tourism Authority, Claude Zammit-Trevisan, visitarono la città di Palermo per conoscere il patrimonio culturale e le bellezze naturali e architettoniche della città. Nel 2018, l’Ambasciatore di Malta in Italia espresse il suo positivo riscontro sull’accordo di gemellaggio con Palermo, così da promuovere il turismo italiano in entrambe le capitali della cultura e ponendo al centro dell’attenzione internazionale il protagonismo della regione nel Mediterraneo allargato. La “realtà urbana”, politica, diplomatica e sociale di Malta è dinamica, pronta alla collaborazione con chi propone idee e visioni di crescita del Mediterraneo, senza alcun pregiudizio e con la voglia di incrementare e dare impulso ad una nuova visione geopolitica del “Mediterraneo Allargato” che superi definitivamente il ritorno alle “piccole patrie” riproposto da molti.

Approfondimento pubblicato dal “Periodico Italiano Magazine“.

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