L’Unione Europea e gli investimenti per le comunità montane

Il Consiglio nazionale degli architetti (Cnappc) e l’Unione dei comuni montani (Uncem) puntano a rilanciare gli investimenti nelle aree montane attraverso un sano utilizzo dei fondi dell’Unione europea e l’impiego di nuovi strumenti di pianificazione urbanistica. Per il Consiglio nazionale degli architetti e l’Unione nazionale comuni comunità enti montani è necessario e urgente definire un nuovo piano per agevolare investimenti e interventi di recupero finalizzati a ri-abitare i borghi e i centri storici disseminati sulle Alpi e gli Appennini. I borghi e i piccoli centri ritornano al centro dell’attenzione come luoghi su cui ricreare un modello di vita più a misura d’uomo che si avvicina alla natura. I rapporti umani sono completamente diversi rispetto alle grandi città: qui la vita scorre più lenta ed è più sicura. I due pilastri della comunità sono il turismo e l’agricoltura. Elementi che per anni sono stati considerati come il volano di una riscoperta delle aree interne: agriturismi, bed & breakfast e strutture innovative, come gli alberghi diffusi, sostenuti anche dal ministero dei beni culturali e del turismo.

Un’opportunità interessante sia per il rilancio del settore edilizio, sia come strumento a sostegno delle politiche abitative. Un volano, quello rappresentato dalla rigenerazione urbana dei piccoli borghi montani, che oggi più che mai è di forte di attualità, considerando le nuove modalità di vita e di lavoro imposte dall’emergenza sanitariaSecondo Walter Baricchi, componente del Consiglio nazionale degli architetti, “l’equilibrio tra città ed aree interne deve essere completamente rivisto alla luce delle nuove modalità di vita, lavoro, tempo libero che il post Covid ci sta imponendo: è assolutamente necessario che questi cambiamenti si trasformino in opportunità”. L’accordo tra i due enti organizzativi punta alla promozione e allo sviluppo dei territori montani, tramite l’impiego di nuovi strumenti di pianificazione urbanistica, progettazione architettonica, ripensamento degli spazi pubblici e privati nei borghi e nei villaggi alpini e appenninici. Un percorso da intraprendere anche grazie ad un migliore utilizzo dei fondi europei, regionali e nazionali disponibili alla rigenerazione dei processi di sviluppo locale. L’accordo mira anche a sollecitare ricerche e studi diretti ad individuare le soluzioni da suggerire agli Enti locali, alle Regioni, al Governo, al Parlamento e agli organismi europei anche finalizzate allo sviluppo sostenibile. È importante, infatti, incentivare, tra le Amministrazioni dei Comuni e di tutti gli Enti territorialimodalità pubbliche di selezione dei migliori progetti per interventi di recupero o di nuove opere, al fine di individuare migliori opportunità e strategie.

L’obiettivo è aumentare la capacità amministrativa e le competenze tra chi è chiamato a ruoli di rappresentanza e di guida delle comunità promuovendo ogni possibile collaborazione con gli organismi nazionali, europei ed internazionali interessati allo sviluppo sostenibile della montagna. Oggi è possibile valorizzare maggiormente su scala mondiale tali patrimoni unitamente agli aspetti produttivi, se opportunamente collegati all’Agenda 2030, agli obiettivi dello sviluppo sostenibile e al Green Deal della Commissione europea. A tal riguardo, estremamente interessanti saranno i lavori dedicati alla seconda edizione del Festival delle Foreste, manifestazione dedicata alla filiera forestale in programma contemporaneamente a Longarone (Belluno), presso la Fiera, e in Cansiglio nei giorni 11, 12 e 13 settembre prossimo. Un intenso carnet di appuntamenti che saranno proposti sia in presenza che online. Luoghi che sono divenuti un laboratorio a cielo aperto per lo studio delle dinamiche naturali che si instaurano sulle piante del bosco colpite da gravi eventi meteorologici e dalle conseguenze del cambiamento climatico.

Approfondimento di Domenico Letizia pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“.

I borghi e i piccoli centri ritornano al centro dell’attenzione come luoghi su cui ricreare un modello di vita più a misura d’uomo che si avvicina alla natura.

Di Domenico Letizia

Pubblicato da L’Opinione su Mercoledì 9 settembre 2020

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