Lo sviluppo sostenibile della FAO e il messaggio dei cristiani

Il libro: “La carità, motore di tutto il progresso sociale – Paolo VI, la Popolorum Progressio e la FAO”, è stato presentato a Palazzo Borromeo, presso l’Ambasciata italiana nella Santa Sede a Roma, raccogliendo gli interventi del Seminario di studio, dallo stesso titolo, che si è tenuto il 7 novembre 2017, sempre a Roma. Ad introdurre i lavori l’ambasciatore d’Italia presso il Vaticano, Pietro Sebastiani. Successivamente sono intervenuti la studiosa Patrizia MorettiDaniel Gustafson, vice direttore generale della FAO, Vincenzo Buonomo, rettore della Pontificia Università Lateranense, Gabriele Di Giovanni, visitatore provinciale d’Italia dei FSC e il mons. Fernando Chica Arellano.

Emblematiche le parole dell’Ambasciatore Sebastiani: “Serve un cambio culturale profondo dell’economia dello sviluppo, che come Italia, culla dell’umanesimo, ci deve sempre contraddistinguere. Anche nei progetti di cooperazione internazionale dobbiamo essere protagonisti di progresso e umanità. Non si può concepire il privare terre per l’agricoltura e per la coltivazione dei cereali nel Nord Africa per dare spazio agli allevamenti e alle logiche alimentari dettate dal mercato. Dobbiamo, con il sostegno della FAO, lavorare al benessere dell’umanità sconfiggendo la fame nel mondo”.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, impegnata nella lotta alla fame in tutto il globo è molto legata al mondo del Vaticano. Paolo VI sosteneva con forza la FAO, fin dai suoi primi sviluppi. Fu il primo Papa a visitare la FAO nella sede romana e attualmente Papa Francesco ha già visitato la struttura tre volte. Le parole di Papa Montini alla fratellanza universale e la visione un differente modello economico internazionale e sociale , appaiono oggi attuali come l’appello al dialogo costruttivo tra realtà differenti, un richiamo valido per tutti i leader mondiali della nostra contemporaneità e per le nostre coscienze.  A fine maggio, Papa Francesco aveva inviato al direttore della FAO, José Graziano da Silva, in occasione dell’inizio del Decennio delle Nazioni Unite per l’agricoltura familiare (2019-2028) un appello “che mira a raggiungere l’obiettivo Fame Zero 2030 e il secondo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030: sradicare la fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”.

L’intero approfondimento è disponibile sul portale “Imprese del Sud“: “Lo sviluppo sostenibile della FAO e il messaggio dei cristiani“.

 

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *