L’Italia, i rapporti internazionali e le sfide della blue-economy

Il dibattito che va sviluppandosi a livello internazionale sulla promozione della blue economy sembrerebbe iniziare a produrre i primi importanti risultati. La Blue Economy è un modello su scala mondiale che si propone come passaggio evolutivo della Green Economy. L’Economia Blu ha come obiettivo l’azzeramento totale delle emissioni nocive. Al cuore della Blue Economy c’è il “blue thinking”, un approccio di pensiero che si rifiuta di vedere il rispetto dell’ambiente come la necessità di cercare soluzioni ai problemi produttivi. Al contrario, questo approccio guarda all’ecosostenibilità e alle risorse rinnovabili come ad un oceano di possibilità a vantaggio della crescita sociale ed economica. Importante il lavoro della Farnesina che nel corso del 2019 ha lanciato una serie di tavoli di lavoro sull’Iniziativa WestMed, presso il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel tentativo di avviare degli incontri tematici consultivi sulle aree di prioritario interesse identificate nella Roadmap approvata alla ministeriale WestMed di Algeri, allo scopo di definire orientamenti condivisi tra gli stakeholders italiani e catalizzare l’interesse attorno ad idee progettuali rivenienti dalla Conferenza degli Stakeholders di Algeri, anche in vista della prossima Stakeholder Conference di Palermo del prossimo 14 maggio. Tra le tematiche oggetto di analisi ritroviamo pesca ed acquacoltura, portualità, logistica intermodale ed Infrastrutture, turismo marittimo e costiero, sviluppo ed ecosistemi locali, Maritime Clusters Development&Networking, blue skills, Vet e opportunità di collegamento scuola-lavoro. Una sfida intravista già nel nostro passato. Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell’Ambiente, nel 2007 lanciò l’allarme per la nostra economia blu. Tematiche che ha nuovamente sviscerato, nel Novembre 2018 a Genova, durante i lavori del Secondo Forum Internazionale “Cambiamenti climatici. Nuovo Artico, vecchio Mediterraneo: insieme in un insolito destino”, organizzato presso il Palazzo della Borsa dal Milan Center for Food Law and Policy. Durante i lavori Pecoraro Scanio dichiarò: “Il cambiamento climatico impatterà proprio sull’elemento ‘Blue’ del nostro Pianeta: i mari e le risorse idriche. Il riscaldamento di mari e oceani e la scarsità di acqua dolce saranno un dramma. Le azioni e gli investimenti necessari per adattarsi e limitare i danni e le vittime devono essere una priorità planetaria”. Pecoraro Scanio, oggi presidente della Fondazione UniVerde, continua la sua vertenza con le proposte delle campagne #MediterraneoDaRemare e #MediterraneoNoPlastic. Una campagna nazionale promossa dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con l’associazione Marevivo per la sensibilizzazione alla tutela dei nostri specchi blu che vede l’importante adesione della Guardia costiera. La blue economy va sempre più divenendo una priorità della nostra politica nazionale e una necessità in rapporto alla geopolitica del Mediterraneo allargato.

Articolo completo, pubblicato dal quotidiano L’Opinione delle Libertà: “L’Italia, i rapporti internazionali e le sfide della blue-economy“.

 

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