L’innovazione tecnologica e le sfide dell’acquacoltura

Spiegare, descrivere, immaginare e sviluppare storie, innovazioni e tecnologie legate alle imprese per il nuovo inizio dell’Italia. Una nuova iniziativa di conoscenza sviluppata dalla Segreteria italiana di Prima, dell’Università di Siena, che intende rafforzare la vitalità del settore agroalimentare. L’emergenza della pandemia da coronavirus e l’essenzialità di rilanciare l’agri-food del Mediterraneo richiede una risposta decisa da parte di numerosi imprenditori, ricercatori e startupper che attraverso la creatività disegnano un nuovo scenario rimodellando le loro attività, trasformando la crisi in nuove opportunità. Da nord a sud per analizzare le varie sfide e le pratiche innovative di un paese che ricomincia attraverso la propria comunità imprenditoriale e di giovani innovatori. Dalle start-up che utilizzano l’intelligenza artificiale e gli strumenti di agricoltura di precisione fino alle aziende che promuovono strategie di comunicazione innovative con sezioni multimediali dedicate; da coloro che migliorano la qualità e la narrazione del loro prodotto a coloro che si concentrano decisamente sulla sostenibilità; dalla solidarietà digitale di coloro che hanno fornito agli agricoltori piattaforme cloud che facilitano il loro lavoro fino alle aziende che si concentrano sull’accorciamento delle loro catene di fornitura e distribuzione; da coloro che aumentano le vendite online a coloro che investono nel miglioramento dell’organizzazione e della protezione dei lavoratori. Il rapporto esistente tra imprese, creatività innovazione e sostenibilità sono i pilastri che Prima cerca e vuole privilegiare. Innovazioni legate anche al mondo dell’acquacoltura.

I sistemi di allevamento su piccola scala sono comuni nell’area mediterranea e rappresentano uno dei più importanti sistemi di sviluppo delle aree rurali. L’allevamento della trota è particolarmente importante in questa modalità di sviluppo sostenibile, considerando che spesso gli impianti si collocano in aree montane e sono in grado di utilizzare in modo efficiente le risorse idriche superficiali e sotterranee. Italia, Turchia, Spagna e Grecia sono tra i maggiori produttori di tale tipologia di pescato. Il progetto di ricerca internazionale “Supertrout” è stato sviluppato per affrontare le malattie infettive, una delle principali fonti di gravi risorse economiche nei sistemi di acquacoltura, utilizzare nuovi approcci e migliorare allo stesso tempo la sostenibilità ambientale e la redditività dei piccoli impianti per l’acquacoltura. Tra i benefici attesi, grazie alle ricerche e agli studi del team internazionale di “Supertrout”, sono stimati il 20 per cento di riduzione delle spese economiche dovute alla lattococcosi e il 10 per cento di miglioramento delle prestazioni riproduttive. L’acquacoltura è attualmente l’industria alimentare in più rapida crescita al mondo e rappresenta oltre il 50 per cento dell’offerta globale di prodotti ittici.

I sistemi di ricircolo dell’acquacoltura sono tecnologie che creano le condizioni adatte per l’acquacoltura utilizzando vasche, pompe, aeratori e filtri al coperto. Anni di innovazione e l’emergere di nuovi ambiti di sviluppo, rendono possibile la creazione di sistemi che possono essere progettati per raggiungere il 100 per cento di riciclo dell’acqua all’interno del sistema. Non solo agiscono come una strategia di mitigazione dell’impatto ambientale dell’acquacoltura tradizionale, ma consentono anche che l’acquacoltura si svolga ovunque, anche nelle aree urbane e nel deserto. Infatti, l’acquacoltura si sta dimostrando un’opportunità per regioni come il Medio Oriente e il Nord Africa così come risulta essenziale nelle regioni interne e costiere del Mediterraneo.

Articolo di Domenico Letizia pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“.

 

 

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