L’industria aeronautica italiana dopo la pandemia sanitaria

Lo studio condotto dal Cluster tecnologico nazionale aerospazio (Ctna) intitolato “L’industria aeronautica italiana e il Covid tra resilienza e trasformazione” ha posto l’attenzione sulle nuove prospettive di tale settore industriale in rapporto alle metamorfosi economiche nate con l’emergere della pandemia sanitaria. In campo industriale, la pandemia ha colpito duramente i modelli di filiera integrati a livello globale, come il settore aeronautico. Le conseguenze si stanno accusando su vari livelli. Lo studio ha l’obiettivo di dimostrare come dalle avversità possa sorgere un nuovo scenario di sviluppo e portare all’attenzione dei decisori politici la necessità e l’urgenza, per la sopravvivenza del settore aeronautico nazionale, di attivare misure atte a preparare la filiera nazionale a ripartire con tecnologie e competenze adeguate al futuro mercato. Nel 2020 le compagnie aeree hanno visto il proprio traffico passeggeri ridotto di circa il 60 per cento. Le stime più recenti prevedono che negli anni si accumulerà una diminuzione dell’attività economica pari a 1.800 miliardi di dollari e una perdita di 4,8 milioni di posti di lavoro.

Le prospettive di ripresa traguardano ormai il 2024-2025, sia per il trasporto sia per la manifattura. Tutto ciò ha avuto un importante impatto negativo sull’industria aeronautica italiana, quarta in Europa e settima nel mondo per dimensioni. La crisi sanitaria e la conseguente crisi economica ha messo a dura prova la resilienza del settore, soprattutto per il tessuto delle Pmi (Piccole medie imprese) italiane, che pur caratterizzandosi per flessibilità e reattività scontano spesso le difficoltà che scaturiscono dalle limitate dimensioni, capitalizzazione e struttura. I rischi prefigurati sono relativi non solo alla perdita di posti di lavoro ma anche del patrimonio di esperienze, competenze e tecnologie che sono alla base della competitività futura del settore. La crisi potrebbe però accelerare il percorso di innovazione e trasformazione del settore, comunque necessario per rispondere alla sfida globale della de-carbonizzazione del traffico aereo. Le aziende del settore hanno proceduto ad una importante digitalizzazione della catena di fornitura attraverso l’adozione di sistemi Enterprise resource planning (Erp), Manufacturing execution systems (Mes) e Product lifecycle management (Plm) per una visione in tempo reale di domanda e offerta. Promuoverne la competitività in termini di efficienza dei processi produttivi e della capacità di relazionarsi con i propri clienti.

Nell’immediato è indispensabile attuare interventi per mettere in sicurezza la filiera, in particolare le Pmi, mediante agevolazioni e appalti pubblici per l’acquisto di beni e servizi che richiedono limitati investimenti. Ciò garantirebbe la continuità della manifattura e dell’occupazione, soprattutto nelle Pmi, più fragili in termini finanziari ed esposte alle conseguenze della pandemia sanitaria e porterebbe ad un maggiore valore aggiunto rispetto al ricorso agli ammortizzatori sociali. Essenziale è lavorare all’aggiornamento e all’ammodernamento dei velivoli italiani già in linea, anche ai fini della standardizzazione. Risulta necessario realizzare, in linea con quanto sta accadendo in altri Paesi, un progetto bandiera di innovazione tecnologica nel campo dell’aeronautica sostenibile. Affinché queste operazioni non restino isolate ed emergenziali ma contribuiscano in maniera sostenibile a mettere in sicurezza la filiera, è auspicabile un intervento agevolativo al di là di quello già previsto per la produzione di prodotti medicali o Dpi (Dispositivo di protezione individuale), per esempio sotto forma di aiuti alla conversione, alla modernizzazione e all’adozione di sistemi di produzione flessibili, innovativi e digitalizzati. Il comparto aeronautico è rimasto ai margini delle misure di sostegno adottate per i settori più colpiti: la dotazione di 50 milioni di euro nel 2021 per il “Fondo d’investimento per lo sviluppo delle Pmi del settore aeronautico e della Green Economy” risulta inadeguata rispetto alle esigenze e rischia di pregiudicare la continuità di molte imprese. Lo studio del Cluster tecnologico nazionale aerospazio stima in 500 milioni di euro nel triennio 2021-2023 il fabbisogno per il Fondo dedicato allo sviluppo delle piccole e medie imprese del settore aeronautico.

Approfondimento di Domenico Letizia pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“.

Lo studio del Cluster tecnologico nazionale aerospazio stima in 500 milioni di euro nel triennio 2021-2023 il fabbisogno…

Pubblicato da L’Opinione su Lunedì 21 dicembre 2020

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