L’economia verde e le opportunità del Mediterraneo

L’economia verde offre un percorso importante per la promozione degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. L’economia verde permetterebbe l’implementazione di tecnologie pulite, rinnovabili, servizi idrici innovativi, trasporti green, economia circolare, agricoltura sostenibile e tutela dell’Ambiente. L’economia verde non è un più un sogno ma una realtà da poter concretizzare. Tali elementi generano opportunità commerciali e occupazionali. Opportunità che potrebbero avviare una rivoluzione economica nella regione del Mediterraneo.

Il potenziale della regione mediterranea è considerevole. Le energie rinnovabili possono essere il catalizzatore della crescita sostenibile della regione. Risorse idroelettriche ed energia eolica, senza dimenticare l’energia solare e le grandi distese desertiche dove poter installare pannelli. La regione potrebbe soddisfare i propri bisogni energetici con la sola energia solare. L’investimento totale previsto nel settore delle energie rinnovabili, fino al 2030, gira intorno ai 250 miliardi di dollari. La ricchezza economica può crescere nel Mediterraneo, dando importanza alla sua economia e alla sua popolazione“, ha dichiarato Anwar Zibaoui, Coordinatore Generale dell’ASCAME, l’Associazione delle Camere di Commercio del Mediterraneo. Come ribadito da ASCAME, il futuro economico del Mediterraneo è quello di divenire leader nella promozione e concretizzazione della green economy. I parchi solari e i parchi eolici rappresentano la fonte energetica più economica e accessibile per circa due terzi della popolazione mondiale.

L’impatto sociale, economico e psicologico della pandemia sanitaria globale dovrebbe far emergere un’accelerazione globale per l’energia rinnovabile, inseguendo una strategia regionale per tale obiettivo. Creare sistemi energetici sostenibili e impegnarsi nella riduzione delle emissioni di CO2 può essere un’opportunità per la regione del Mediterraneo. La riduzione del traffico automobilistico e delle attività industriali ha permesso alle popolazioni di notare un mondo diverso: aria pulita, città meno inquinate e acqua limpida. Tali miraggi hanno dimostrato quanto l’azione dell’uomo può influenzare la natura e come essa possa mutare anche in poche settimane. Una nuova era sta emergendo nel panorama occupazione e industriale e la regione del Mediterraneo è al centro di tale metamorfosi. Una pianificazione a lungo termine e una visione comune sono essenziali per mobilitare le risorse della regione per lo sviluppo della cooperazione energetica tra le due sponde del Mediterraneo. Siamo tutti consapevoli delle opportunità energetiche per l’Europa e il Mediterraneo e risulta importante intraprendere delle scelte vincenti e mirate. Una nuova era sta emergendo in questo settore, ponendo il Mediterraneo al centro dell’industria globale. Una pianificazione a lungo termine e una visione comune sono essenziali per mobilitare le risorse necessarie per lo sviluppo della cooperazione energetica tra le due sponde del Mediterraneo. Siamo tutti consapevoli della reciproca dipendenza energetica tra Europa e Mediterraneo. Abbiamo sempre delle scelte da fare poiché ciò che non viene colto come opportunità potrebbe divenire un problema, se si continuano ad intraprendere politiche economiche ed industriali errate. Secondo il Max Planck Institute le ondate di calore in Nord Africa e Medio Oriente quintuplicheranno entro il 2050, “contribuendo sicuramente alla pressione migratoria“, in quanto tali aree, abitate oggi da 500 milioni di persone, stanno rischiando di divenire “inabitabili per l’uomo“. Al contempo, come spiega l’Enea, le regioni del Meridione rischiano di più, anche in Italia, e già oggi il 20% dell’Italia deve attrezzarsi per affrontare il pericolo desertificazione. Un mix di rischi esplosivo che richiede di essere affrontato in blocco e con il dovuto impegno: l’unica strada possibile da intraprendere, oggi, sembra essere proprio quella dell’economia verde.

Approfondimento di Domenico Letizia pubblicato dal Think Tank “Imprese del Sud“.

 

 

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