L’eccellenza del vino tra tradizione e innovazione

L’Italia è il paese dalle mille tipologie di vino. Le aziende e le imprese del settore a causa delle pesanti restrizioni dovute alla chiusura della ristorazione sono immerse in mille difficoltà. Le prospettive del prossimo futuro non sono ottimiste ma le proposte di ripresa non mancano.

In un contesto di crescente incertezza dovuto alla variabilità climatica e alla crisi sanitaria, con conseguenti possibili alternanze o scompensi produttivi, diventa strategico poter stimare con precisione la produzione sia nei vigneti destinati a vini di alta qualità, sia in quelli ad elevata produttività. Le nuove tecnologie possono fornire un valido supporto decisionale, attraverso l’innovazione, anche in viticoltura, in particolare i Decision Support System che, partendo dai dati raccolti, ad esempio i parametri meteo o batterici, forniscono un modello di previsione di ciò che avverrà. Ne esistono di molti tipi e per diverse finalità, da quelli che elaborano lo sviluppo di patogeni a quelli che vengono impiegati per gestire le concimazioni. Negli ultimi anni, si fa sempre più presente nel settore vitivinicolo l’uso di strumenti quali droni e IoT, acronimo dell’inglese Internet of things, termine riferito all’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi fisici. La maggior parte dei vigneti traccia i dati, ma gran parte della raccolta è manuale e l’analisi richiede molto lavoro. L’IoT ha il potere di fornire dati di intelligence in modo semplice e rapido per migliorare la pianificazione e la sostenibilità dei vigneti. Nel terreno vengono collocati sensori wireless che monitorano la salute e le condizioni delle viti.

Questi sensori funzionano a batteria o tramite dispositivi di raccolta dell’energia, come l’installazione di piccoli pannelli solari. I dati vengono raccolti e trasmessi tramite cloud per monitorare i livelli di salute della vite o per prevedere il momento ottimale per la vendemmia. Sensori collegati a IoT possono anche aiutare nel processo di vinificazione, ad esempio monitorando la fermentazione, con il risultato ultimo di produrre vini migliori.

Le tecniche tradizionali della viticoltura sono ancora importanti nell’industria del vino, ma la tecnologia può essere di grande aiuto nella protezione delle viti e del territorio e nella produzione di un ottimo vino. In alcuni luoghi la sperimentazione di IoT in viticoltura è già cominciata. Lo Château Kefraya, nella Bekaa Valley in Libano, ad esempio, sta testando le applicazioni e i sensori IoT di Libatel in tutta la tenuta per raccogliere dati preziosi, tra cui la temperatura del suolo e dell’acqua e l’umidità. Questo consente già oggi grandi risparmi in termini di tempo e lavoro. Alcuni vigneti nelle vallate della Mosella, in Germania, stanno sperimentando TracoVino, una soluzione IoT progettata per monitorare da remoto i vigneti. Una piattaforma di sensori ad energia solare e una piattaforma di controllo misurano le variabili meteorologiche e l’intensità solare insieme all’umidità della pianta e al ph del terreno. L’enologo riceve avvisi e analisi predittive che possono aiutarlo a determinare i tempi ottimali per le attività di routine come i trattamenti in vigneto. Una rivoluzione tecnologica che può migliorare la vita dei produttori ma anche degli agronomi. Attraverso tale tecnologia e l’ultizzo di applicazioni, l’agronomo può dare un grande contributo all’ottimizzazione dell’eccellenza analizzata. Accedendo il cloud dallo smartphone, l’agronomo ha in tempo reale un quadro articolato di vantaggi e svantaggi di un dato processo come come le possibilità di infezione da patogeni, condizioni idriche e termiche del suolo relazionate al fabbisogno idrico reale del vigneto.

 Approfondimento di Domenico Letizia pubblicato dal Think Tank “Imprese del Sud“.

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