La Spagna e le opportunità economiche green

La pandemia sanitaria sta riscrivendo le politiche economiche del continente europeo e le future prospettive occupazionali. Interessanti novità frutto del rapporto tra sviluppo sostenibile e incentivo all’occupazione provengono dalla Spagna.

Il governo del socialista Pedro Sanchez, ha presentato un ambizioso piano che guardando al futuro punta a far risollevare l’economia puntando sulle energie verdi. Un pacchetto approvato dall’esecutivo, e che ora andrà all’esame del Parlamento, che prevede la mobilitazione di oltre 200 miliardi di euro in dieci anni con l’obiettivo di creare almeno 350 mila posti di lavoro con l’80 per cento delle risorse provenienti da investimenti privati. Secondo il Piano sul cambiamento climatico tutti i nuovi progetti di estrazione di carbone, petrolio e gas naturale saranno vietati e non saranno più concessi sussidi per i combustibili fossili, sussidi che, ad esempio, in Italia ammontano a circa 19 miliardi. Il target è quello di raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050 ed avere entro quell’anno il 100% di elettricità prodotta da fonti rinnovabili. Tutti i nuovi veicoli prodotti in Spagna dovranno poi essere a zero emissioni entro il 2040.

In un momento in cui dobbiamo affrontare il processo di ripresa dal Covid-19, la transizione energetica diventerà un importante motore per generare attività economica e occupazione nel breve termine e in modo coerente con ciò di cui avremo bisogno come Paese nel medio e lungo termine“, ha recentemente dichiarato il vicepremier e ministro per il Recupero Ecologico, Teresa Ribera, sottolineando che la transizione energetica può aiutare la ripresa economica della Spagna.

Una visione che genera opportunità interessanti e che ha attirato l’attenzione anche della comunità internazionale. Ricordiamo, infatti, che il vicepremier spagnolo e ministro per la Transizione ecologica e la Sfida demografica, Teresa Ribera, è stata nominata co-presidente del Consiglio consultivo internazionale dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oit) delle Nazioni Unite per promuovere l’iniziativa “Azione climatica per il lavoro“. Si tratta di un programma che mira a fornire una chiara tabella di marcia per l’attuazione di piani di transizione a livello nazionale attraverso il dialogo sociale, la creazione di lavoro dignitoso e di posti di lavoro green. “Faremo tutto il possibile per promuovere questa agenda a livello nazionale e internazionale, e vorrei ringraziare l’Oil per averci invitato a farne parte“, ha commentato Ribera. La legge spagnola sul cambiamento climatico e la transizione energetica, già in fase di elaborazione parlamentare, è la prima legislazione del suo genere al mondo ad incorporare la disposizione che prevede l’approvazione delle strategie di “giusta transizione” ogni cinque anni per ottimizzare i risultati e ridurre al minimo gli effetti negativi in termini di occupazione e di impatto sociale verso un’economia a zero emissioni, 100 per cento rinnovabile entro il 2050. Si punta per il 2030 a rendere l’elettricità almeno al 70% rinnovabile e a ridurre il consumo energetico complessivo di almeno il 35% attraverso l’efficienza energetica e la ristrutturazione di edifici e abitazioni. D’altronde, ricordiamo che Francia, Spagna, Germania e Svezia figurano tra i pesi più attivi per numero di progetti legati al green e alla sostenibilità. Opportunità che meritano attenzione anche da parte delle società italiane.

Approfondimento di Domenico Letizia pubblicato dal Think Tank “Imprese del Sud“.

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Pubblicato da Imprese del Sud su Martedì 22 settembre 2020

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