La Spagna e l’attenzione alle politiche portuali

Si è svolta il 30 ottobre a Madrid, in Spagna, un’importante riunione dei coordinatori europei della rete Ten-T sulla logistica portuale e sulle “autostrade del mare”. I lavori hanno analizzato l’attualità logistica del Mediterraneo e dei corridoi scandinavi del Nord con la partecipazione del Ministero spagnolo per i Lavori pubblici e il Ministero dei Trasporti.

Anche in questa occasione si è avuto modo di approfondire, lanciando l’idea di un ulteriore momento di network tra le varie realtà, l’importanza dei collegamenti marittimi in Europa, la gestione di tali corridoi di trasporto, la logistica e la sostenibilità del Mediterraneo occidentale.

Un aspetto specifico dei lavori è stato dedicato alla connettività e alle novità principali in tema di trasporto e logistica del mare. Ai lavori ha partecipato anche Philippe Guillaumet, segretario generale dell’associazione Medports. L’associazione conta l’adesione di ben 22 realtà portuali del Mediterraneo e porti dei mari d’Europa. L’adesione di così tante strutture permette di poter analizzare e monitorare quasi il 70 per cento dei traffici marittimi e portuali del Mediterraneo. Aderiscono alla piattaforma associativa i porti di Algericas, Arzew, Barcellona, Bastia, Bejaia, Beirut, la città portuale spagnola di Cartagena, i porti della Catalogna, il porto di Civitavecchia, Diametta, Luka Koper, Marsiglia, il Malta Freeport, Valencia, il porto di Venezia, il porto di Tangeri Med, Tarragona e altre realtà del bacino del Mediterraneo.

La possibilità di poter interagire con numerose realtà portuali e con i protagonisti della logistica dei mari dell’Europa è essenziale per migliorare le capacità delle singole realtà, attivando aree di collaborazione, produzione e scambio tra i vari porti. L’obiettivo è incrementare la collaborazione sui temi comuni d’interesse e riuscire ad accedere ad un’elevata visibilità internazionale sulle tematiche del trasporto marittimo, sulla realtà portuale del Mediterraneo e le connessioni con il continente africano e con quello asiatico. Grazie all’attività dell’associazione le tematiche avviate e sviluppate sono sei: Rapporti con le istituzioni internazionali, statistiche e analisi di marketing per gli operatori portuali, occupazione, formazione e competenze tecniche, sostenibilità, sicurezza e protezione e nuove visioni logistiche legate all’idea degli SmartPort.

L’attività portuale necessita di cooperazione e coordinamento con le altre realtà. Secondo i dati, l’Italia è in linea con le grandi realtà portuali. La ripartizione media tra tipologie di traffico e miglia di tonnellate movimentate per addetto, fanno registrare un 9% a La Spezia, 9,4% a Genova, 15% a Livorno, 10,4% a Trieste, 18,1% a Napoli, 10,1% a Venezia, 22,3% a Ravenna mentre a Rotterdam questa percentuale è del 16,8%, ad Anversa del 11,8% e ad Amburgo del 10%.

Inoltre, ricordiamo che nell’economia marittima, l’organizzazione degli spazi portuali è più importante dello stesso grado di sviluppo della città portuale. Differenze che attraverso la cooperazione possono essere superate, imitando le realtà più virtuose, ottimizzando i guadagni e le regole della logistica e intraprendendo iniziative ecosostenibili e a basso impatto per l’ambiente.

Approfondimento di Domenico Letizia, pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“.

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