La promozione del Made in Italy dopo il coronavirus

Imprese e politica devono confrontarsi sul futuro del Made in Italy. “La sfida del Made in Italy al tempo del coronavirus“. È il titolo del convegno in streaming organizzato da alcuni imprenditori italiani all’estero. Al convegno, partecipano l’ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi, il segretario del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo Roberto Menia e l’imprenditore Franco Manna, patron del marchio Rossopomodoro. L’evento on line intende essere il primo di variegati appuntamenti dedicati al Made in Italy e agli italiani all’estero. L’appuntamento è organizzato da Vincenzo Zaccarini, imprenditore che vive e opera da anni a Londra. Il mercato del Made in Italy e l’importanza dei prodotti locali stanno diventando sempre più influenti nello sviluppo dell’economia italiana così come nei mercati internazionali.
Il
Made in Italy ha un ruolo decisivo nell’economia mondiale e nella proliferazione di nuove opportunità lavorative per l’import e per l’export di tutto ciò che viene prodotto in Italia.

La nostra Penisola è un Paese trasformatore di materie prime e produce prodotti artigianali di alta qualità, in cui viene riconosciuta e valorizzata la cultura e lo stile italiano, che conquista il mercato estero, anche grazie ad un apporto innovativo, tecnologico e digitale nella produzione dei prodotti.

I brand innovativi legati all’export rappresentano, infatti, una fetta di mercato in crescita pari al 17%, mentre i brand locali non innovativi risultano sempre più in difficoltà dopo la pandemia sanitaria. A ricavare maggiore profitto dal Made in Italy sono settori come moda, fashion, food & wine, che riuscirebbero ad incrementare il proprio business mettendo in atto adeguate strategie competitive, in cui rientrano anche adeguate strategie di comunicazione digitale e marketing, un ampio spazio per il web, l’export digitale e il digital marketing. Non solo. Anche gli italiani all’estero rappresentano il miglior megafono per la valorizzazione del Made in Italy. Gli italiani all’estero sono una risorsa cruciale per il made in Italy e sono i migliori ambasciatori dei nostri prodotti”, ha recentemente dichiarato l’imprenditore Zaccarini, che dirige un’azienda leader a Londra nel settore agroalimentare, nella vendita e distribuzione di prodotti italiani.

Il dibattito online è un’occasione per fare un primo punto su una situazione di vera e propria emergenza a livello mondiale. Il coronavirus ha messo in ginocchio molti imprenditori italiani, non solo in Italia. La politica deve interrogarsi sulle innovazioni da poter intraprendere velocemente nella diffusione 4.0 delle potenzialità del Made in Italy. La diffusione di competenze digitali tra i giovani è l’obiettivo ancora più importante per le imprese del Made in Italy. Un bravo web marketer necessità di confronto con le imprese e deve operare in un rapporto continuo e sburocratizzato con la filiera della vendita, delle istituzioni e della promozione. Bisogna intervenire per migliorare la diffusione di competenze digitali sul territorio, con focus specifici sulle imprese e sui soggetti del Terzo Settore. Sono tante le tematiche legate alle nuove prospettive dell’export e della promozione del Made in Italy dopo il coronavirus. L’innovazione, gli accordi internazionali e la digitalizzazione sono elementi chiave che diventano sempre più oggetto di analisi e dibattito da parte degli imprenditori e il confronto con la politica appare urgente ed estremamente necessario. L’ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi, tenta di raccogliere tale sfida, puntando molto sulle innovazioni per le imprese, la tecnologia dei blocchi per la promozione dell’agrifood e la digitalizzazione dei servizi per rendere più competitive le società di servizi e consulenza.

Approfondimento di Domenico Letizia pubblicato dal quotidiano “Lo Spessore“.

 

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