La pandemia e la necessità di reinventare la promozione turistica

La pandemia sanitaria ha parzialmente distrutto il comparto del turismo italiano: il 96 per cento delle mete del mondo, sottolinea l’Organizzazione mondiale del turismo, hanno imposto blocchi o restrizioni ai turisti e l’Italia è una delle più colpite. Un importante fattore di questa crisi è la novità della situazione, che implica una totale incertezza su come procedere per lanciare misure concrete per gli operatori nel Paese. L’instabilità generale ha già convinto 1.830.000 italiani ad annullare i viaggi che avevano in programma nei prossimi 3 mesi. Federbalneari prevede 45 milioni di turisti in meno, una perdita di 30 miliardi di euro stimata e un costo per l’adeguamento alle misure anti coronavirus di circa 360 milioni per la prossima stagione per il solo comparto delle concessioni demaniali marittime. Il governo sta lavorando ad un pacchetto di misure per risollevare il comparto. Intervento principale è il bonus vacanze per chi trascorrerà la propria estate in Italia. Allo studio la possibilità di un voucher da 500 euro a famiglia e la possibilità di detrarre fino a 325 euro per soggiorni di almeno tre notti presso strutture ricettive in Italia. Dal bonus vacanze al tax credit, alla campagna di comunicazione in vista della stagione estiva. Sono queste le principali soluzioni sotto la lente di un esecutivo che dovrà individuare risorse adeguate in un contesto limitante di possibilità. L’avvio della campagna “Viaggio in Italia” avrà l’obiettivo di compensare almeno del 30 per cento il probabile crollo dei turisti stranieri nel nostro Paese. In questa direzione, risulta necessario che ciascun sistema regionale si attivi per ripensare la comunicazione, la promozione e l’offerta turistica in totale sicurezza, concentrando l’attenzione su tre differenti tipologie di turisti italiani: gli identitari, ovvero, i turisti italiani che trascorrono le vacanze nella regione di residenza; gli esterofili, i turisti italiani residenti in una determinata regione che ogni anno scelgono l’estero quale meta vacanziera e, infine, i turisti italiani residenti in una determinata regione che scelgono di trascorrere le vacanze in Italia ma fuori dai confini del loro territorio regionale di residenza. Un legame basato sulla fiducia è diventato d’importanza primaria. Sulla condivisione ruota oggi tutta la comunicazione, il punto chiave è la volontà di creare una community in cui ci si possa confrontare, a cui ci si possa affidare con fiducia. Sviluppare competenze, formazione e professionalità critiche del settore è una solida base da cui partire per riuscire a comunicare alla community in modo corretto, sincero e utile, efficace e sostanziale evitando fraintendimenti dannosi per gli esercenti e per gli utenti. Il posizionamento sui motori di ricerca e le campagne a pagamento di Google Adwords possono portare visibilità nel tempo, ma portare il proprio target sul sito non vuol dire ottenere risultati.

Quando si crea un progetto di comunicazione è molto importante il messaggio che riusciamo a trasmettere, che deve essere in perfetta sintonia con quanto ricercato dal target. Inoltre, se la gestione delle recensioni sui portali turistici del settore è fondamentale, le tendenze del marketing turistico si stanno sempre più orientando ad utilizzare i Social come strumento di valorizzazione. Sono tutte opportunità da non sottovalutare. Anche in questo caso la formazione per gli operatori turistici e la scoperta delle opportunità della tecnologia e della digitalizzazione, per il comparto turistico, risulta importante e non più rinviabile.

Articolo di Domenico Letizia pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“.


 

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