La giornata mondiale degli Oceani per riflettere sul futuro dei nostri mari

Oggi si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani, istituita dall’Onu nel 1992 al vertice sull’ambiente di Rio De Janeiro. Viene celebrata per ricordare a tutti il ruolo che gli oceani hanno nella vita di tutti i giorni, producendo la maggior parte dell’ossigeno che respiriamo. Gli oceani ricoprono il 70 per cento della superficie della Terra, eppure ne sappiamo pochissimo. “Basti pensare che l’oceano ci regala più del 50 per cento dell’ossigeno che respiriamo ed è in grado di assorbire un terzo dell’anidride carbonica prodotta. In pratica è il polmone blu del pianeta. In più regola il clima, e fornisce cibo, lavoro e svago a miliardi di persone: si stima che una persona su 5 dipenda dal mare. Quindi il suo stato di salute ha conseguenze dirette sulla nostra stessa esistenza”, ha recentemente dichiarato Mariasole Bianco, biologa marina, divulgatrice scientifica, e autrice del libro Pianeta Oceano. Attualmente sia l’Onu con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che l’Unione europea con alcuni documenti ufficiali, come la comunicazione congiunta: governance internazionale degli oceani: un’agenda per il futuro dei nostri oceani Join (2016); sintesi dei risultati della consultazione sulla governance internazionale degli oceani (Swd 2016); Sviluppare la dimensione internazionale della politica marittima integrata dell’Unione europea, (Com 2009); Contributo della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (2008/56/Ce) all’adempimento degli obblighi e degli impegni nonché all’attuazione delle iniziative esistenti degli Stati membri o dell’Unione europea, a livello di Unione o internazionale, in tema di protezione ambientale nelle acque marine (Com/2012/0662), hanno avviato una serie di strategie per la salvaguardia marina.

Come ha ribadito il segretario generale dell’Onu, António Guterres, “gli oceani stanno diventando più acidi, mettendo a repentaglio la biodiversità marina e le essenziali catene alimentari” e l’aspetto più grave è costituito dalla probabile estinzione di un numero sempre più corposo di specie ittiche dovuto alla pesca intensiva e all’inquinamento delle acque: il principali nemico dei mari è la plastica. L’impegno delle Nazioni Unite è volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inquinamento da plastica che caratterizza le acque oceaniche. Secondo alcuni dati, nel 2050 gli oceani conterranno più plastica che pesci: la produzione di plastica mondiale è aumentata di venti volte dal 1964, raggiungendo le 314mila tonnellate nel 2014. Questi numeri sono destinati a duplicare nei prossimi anni e a quadruplicare entro il 2050. La celebrazione della Giornata mondiale degli oceani delle Nazioni Unite quest’anno si svolgerà come un evento in collaborazione con Oceanic Global.

L’evento farà luce sulle innovazioni di tutto il mondo in settori di necessità promettenti e comprovati, quelli che infondono ottimismo e quelli che hanno dimostrato la capacità di operare in modo efficace. Fornirà anche una piattaforma per i vari leader di diversa estrazione, che stanno aprendo nuove strade per la salute del nostro oceano e del nostro pianeta. L’uso sostenibile dell’oceano e delle sue risorse per lo sviluppo economico e i mezzi di sussistenza ha effetti di enorme portata. Il valore economico di tutti gli oceani è misurato sia per la loro produzione diretta, sia per gli eventuali impatti indiretti che producono.

Secondo il Wwf, queste attività combinate sono valutate oltre 24 trilioni di dollari. Il prodotto marino lordo annuo degli oceani è paragonabile al Prodotto interno lordo dei Paesi, pari a 2,5 trilioni di dollari all’anno, il che ne fa l’ottava economia mondiale in termini di Paese. Purtroppo, gli esperti avvertono che varie attività umane stanno mettendo in pericolo questi beni oceanici e i loro ecosistemi, che da essi dipendono. Dal mare si ottengono anche numerose medicine e prodotti utilizzati in ambito medicale, alcuni dei quali sono coinvolti anche nel contrasto all’emergenza coronavirus.

Inoltre, numerose sono le innovazioni tecnologiche emerse nel corso degli ultimi anni in relazione alla vita degli oceani. Digitalizzazione e sostenibilità con dispositivi intelligenti, robotica, informatica, big data, “Internet of Things – IoT marino”, machine learning, intelligenza artificiale e interazione machine-to-machine. Come ribadito dagli esperti della WestMed Blue Economy Initiative: “Tali innovazioni potrebbero essere efficacemente incanalate per garantire una gestione intelligente ed efficiente di dati e informazioni e avere un impatto positivo su una serie di attività marittime quali la pianificazione dello spazio marittimo, l’osservazione marittima, la sorveglianza, la modellizzazione e il monitoraggio delle acque, senza dimenticare l’analisi degli impatti sul mare dovuti dei cambiamenti climatici”.

Approfondimento di Domenico Letizia pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“.

Approfondimento di Domenico Letizia pubblicato dal periodico e canale televisivo “LabTv“.

 

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