La diplomazia a difesa delle api con la terza giornata internazionale

La Fao ha organizzato una cerimonia virtuale in collaborazione con l’Accademia Cinese delle Scienze Agrarie (Caas), la Rappresentante Permanente della Slovenia e Apimondia per celebrare la terza giornata internazionale delle api. Al dibattito hanno partecipato Nicola Bradbear, Fondatore di Bees for Development e Presidente del Comitato Scientifico di Apimondia per l’apicoltura e lo sviluppo ruraleAbram J. Bicksler, Funzionario Agrario dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao); Dave Goulson, Professore di biologia presso la University of Sussex, e il Dott. Samuel Ramsey, Entomologo del Centro di Ricerca sulle Api del Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda-Ars). Il numero di api e di altri impollinatori sta calando in diverse parti del mondo, soprattutto a causa dell’agricoltura intensiva, delle mono colture, dell’eccessivo utilizzo di input agricoli chimici, dell’aumento delle temperature causato dai cambiamenti climatici, elementi che influenzano sia i raccolti che la nutrizione. Se questo trend dovesse continuare, alimenti di grande importanza per la nutrizione, come frutta, noci e molte verdure, verranno rimpiazzati da colture come riso, mais, patate, eliminando, almeno nel nostro contesto geografico, i pilastri della Dieta Mediterranea.

Le api sono gravemente minacciate dagli effetti combinati dei cambiamenti climatici, dall’agricoltura intensiva, dall’uso di pesticidi, dalla perdita di biodiversità e dall’inquinamento” aveva avvertito l’anno scorso il Direttore Generale della Fao José Graziano da Silva in un video messaggio per la seconda Giornata Mondiale delle Api. “La mancanza delle api e di altri impollinatori farebbe sparire il caffè, le mele, le mandorle, i pomodori, il cacao dalle nostre tavole, solo per nominarne alcuni alimenti che dipendono dall’impollinazione. I paesi devono adottare politiche e sistemi alimentari più sostenibili e attenti agli impollinatori”. Nel suo messaggio Graziano da Silva aveva invitato ognuno di noi a fare scelte più attente ai bisogni degli impollinatori: “anche coltivare fiori sul balcone di casa contribuisce a questa causa”. Oggi, la Food and Agriculture Organization ricorda che le api sono la “cartina di tornasole del benessere del nostro ambiente” e quindi di conseguenza dell’umanità stessa. E sono “operose alleate della nostra alimentazione”.

Se spariscono le api non solo spariscono innumerevoli alimenti dalla nostra tavola, ma l’intero pianeta potrebbe risentirne. Tre coltivazione su quattro che producono frutti o semi consumati dall’uomo hanno bisogno di api e altri impollinatori. E molte piante dipendono dall’impollinazione. Piante che sono fondamentali per garantire benessere e mezzi di sussistenza agli esseri umani. La Fao sottolinea, con il tema dell’edizione 2020 della Giornata Mondiale delle Api, Bee Engaged, che tutti dobbiamo essere protagonisti di sostenibilità, chiedendo alle agende dei governi nazionali e internazionali che siano usate tutte quelle buone pratiche che permettono alle api di sopravvivere e agli apicoltori di fare il proprio lavoro.
La nuova edizione della Giornata vuole anche sottolineare l’importanza dell’utilizzo di pratiche tradizionali legate all’apicoltura, dell’uso di prodotti e servizi che derivano dalle api e del ruolo di questi insetti e di chi li alleva per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Approfondimento di Domenico Letizia pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“. Un altro approfondimento è possibile leggerlo dal periodico e canale televisivo “LabTv“.

 

 

 

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