La digitalizzazione del settore portuale

Stimolare gli strumenti digitali e l’innovazione tecnologica per sviluppare il settore portuale e la logistica è divenuto essenziale nella nostra attualità commerciale, che continua a vivere la crisi economica frutto dell’emergenza sanitaria. Il potenziamento della rete infrastrutturale attraverso sistemi avanzati, che alcuni porti già stanno sperimentando, in tema di tracciabilità del settore dell’autotrasporto, che entra nel porto e lavora intorno alla vita del porto, è tra gli esempi più emblematici dell’innovazione tecnologica in rapporto alla realtà di un porto. La possibilità per il settore dell’autotrasporto di preannunciare l’arrivo al terminal di un mezzo per la consegna o il ritiro di merci e delle aziende di mettere a disposizione degli autisti un’applicazione mobile per interagire con la struttura portuale appare come un’importantissima innovazione per il sistema logistico nazionale.

Gli ultimi mesi hanno caratterizzato la vita di nuovi scenari per il Porto di Genova pronto ad inseguire tali modelli di digitalizzazione. Una realtà portuale quella ligure che è divenuta protagonista di innovazione. Durante il recente incontro del “Programma di cooperazione Italia-Francia marittimo”, l’avvocato Giampaolo Botta, direttore generale Spediporto, moderato da Angelo Scorza, direttore della rivista di logistica portuale “Ship2Shore”, ha approfondito diverse tematiche legate alla digitalizzazione del settore portuale e logistico. Il direttore Botta ha evidenziato l’essenzialità della digitalizzazione dei processi operativi in ambito portuale, una sfida che attualmente è ancora da superare per la logistica italiana, con la dematerializzazione documentale, un passo in avanti nell’ottica di una vera data interchange e il progetto di una Piattaforma logistica nazionale con il fine di lavorare verso un unico Port community system nazionale per il rilancio della logistica e dell’industria.

Durante l’incontro, il direttore di Spediporto ha ribadito che “lo sviluppo delle spedizioni e l’implementazione dell’export attraverso la logistica portuale ha permesso di capire l’importanza della digitalizzazione per le merci, portando l’attenzione degli operatori anche sulla logistica e sulle capacità della distribuzione in Italia e in Europa. L’urgenza di arrivare ad una forte digitalizzazione del settore è sentita dal 65 per cento dei manager del settore logistico. Un fenomeno che necessita di approfondimento e formazione per tutti gli operatori del settore: IoT, l’Intelligenza artificiale, i Big data, il fenomeno della sustainable and smart mobility strategy, il digital twin e la blockchain sono tutti elementi di innovazione che non sono molto conosciuti nella realtà portuale e che necessitano di divenire priorità nei nostri sistemi logistici”.

Emblematico è il lavoro svolto dai porti di Genova di Savona che provano ad accelerare sulla digitalizzazione, percepita dagli operatori locali come una necessità per migliorare l’accessibilità degli scali dei terminal evitando code di tir e assembramenti, implementando la sicurezza, riducendo al minimo il contatto fisico fra gli operatori per svolgere le procedure, oltre a consentire di tracciare la merce in entrata e in uscita. Dopo la fase di sperimentazione locale, l’obiettivo è arrivare alla piena digitalizzazione di documentazione e flussi di veicoli e trasmettere le buone pratiche registrate alle altre realtà portuali italiane.

La complessità e la continua innovazione digitale nel sistema portuale è soprattutto il frutto della cooperazione e interazione di tutti gli attori che intervengono all’interno di un ciclo completo delle attività portuali, con numerose attività, oltre diciotto controlli e numerose documentazioni da analizzare e presentare. La digitalizzazione può ottimizzare il rapporto tra le varie attività presenti nel mondo portuale, facilitando i controlli da parte dell’autorità pubblica e ottimizzando lo scambio di documentazione che caratterizza la vita logistica all’interno dei porti italiani.

Articolo di Domenico Letizia pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“.


 

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