La diffusione dell’acquacoltura in Italia e al Meridione

L’acquacoltura è la produzione di organismi acquatici, principalmente pesci, crostacei, molluschi e alghe, in ambienti confinati e controllati dall’uomo. Il termine acquacoltura si contrappone generalmente alla pesca, nella quale le attività umane si limitano a prelevare dagli stock naturali i prodotti di cui ha bisogno.

La crescente domanda dei mercati e gli imponenti progetti di acquacoltura, che alcuni Paesi del Mediterraneo si accingono a realizzare impongono al nostro Paese l’attuazione di una programmazione mirata alla realizzazione di infrastrutture alleggerendo, per quanto possibile, i necessari processi burocratici, in grado di essere realmente al fianco delle imprese del settore.

Interessanti novità provengono dalla Regione Puglia, grazie ai vari tavoli di lavoro svoltisi all’interno della programmazione della Fiera del Levante.

È in dirittura d’arrivo la sottoscrizione dell’accordo tra la Regione Puglia e i partner del progetto Acquacoltura Pugliese 4.0. La realizzazione delle attività di progetto è affidata a partner istituzionali di tutto rilievo del mondo scientifico: tutti i poli universitari pugliesi, il Politecnico di Bari, le sedi Irbim (Lesina) e Irsa (Taranto) del Cnr, l’Arpa (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale della Puglia) e l’Izs (Istituto Zooprofilattico Sperimentale) di Puglia e Basilicata.

La realizzazione del progetto prevede di aumentare il potenziale dei siti di acquacoltura attraverso un attento monitoraggio delle aree interessate per ridurre l’impatto ambientale degli interventi e degli impianti.

La struttura progettuale è caratterizzata da Work Packages (WPs) e correlate attività. I cinque WP suddividono il progetto in blocchi concettuali; le attività ne scandiscono le fasi di sviluppo.

La seconda fase del progetto è finalizzata alla pianificazione e allo sviluppo delle strutture e delle infrastrutture secondo strategie di ecosostenibilità ambientale e in funzione dell’analisi del contesto economico, sociale e di mercato dell’acquacoltura pugliese.

Allo studio del potenziale dei siti dell’acquacoltura in funzione del contesto economico, ambientale, sociale e di mercato lavorerà l’Università di Foggia con il professor Seccia, il professor Roma dell’Università di Bari, mentre il professor Grassi dell’Università del Salento lavorerà allo studio per il miglioramento e sviluppo delle strutture di sostegno e delle infrastrutture necessarie per accrescere il potenziale dei siti dell’acquacoltura.

Inoltre, li Cnr di Taranto, in collaborazione con il Cnr di Lesina, elaborerà piani d’azione per i molluschi volti alla protezione, al ripristino e alla gestione, compreso il sostegno ai produttori di molluschi. L’Università del Salento, con la professoressa Petrosillo, metterà a punto un sistema di mappe tematiche (Gis). Alla Regione spetterà lo studio dei risultati prodotti e il loro trasferimento agli enti preposti al rilascio e alla gestione delle concessioni per acquacoltura.

Nel bacino del Mediterraneo, sul fronte dell’offerta, continua a spiccare la crescita del comparto dell’acquacoltura che gioca un ruolo sempre più determinante sulla scena globale. Questo favorirà il processo verso l’affermazione dell’acquacoltura quale principale componente nell’offerta di prodotti ittici e agroalimentari in generale per il consumo umano diretto ma anche per le prospettive energetiche (biogas) e quelle scientifiche biotecnologiche.

Approfondimento di Domenico Letizia, pubblicato dal quotidiano “L’Opinione delle Libertà“.

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