La collaborazione tra Grecia e Italia nel Mediterraneo e la valorizzazione della blue-economy

Italia, Regno Unito, Spagna, Francia e Grecia sono le cinque più grandi economie blu d’Europa. Il settore ha generato 174 miliardi di euro di valore aggiunto e creato 3,5 milioni di posti di lavoro in tutta Europa.

Particolarmente interessante è l’analisi delle opportunità tra Grecia e Italia. Ad elencare i dati della collaborazione italo greca è stato Peter Doukas, responsabile della International Chambers of Commerce-Hellenic (ICC), che in una recente intervista ha dichiarato:  “Italia e Grecia sono entrambi paesi legati al mare e al patrimonio idrico. Abbiamo il dovere di sviluppare le nostre capacità, intensificando il lavoro che dobbiamo svolgere insieme, in tema di acquacoltura, gestione e organizzazione della attività legate alla pesca, sviluppare e incentivare il turismo costiero, intensificare la ricerca scientifica in tema di biotecnologia e biologia marina, collaborare alla ricerca in tema di energia degli oceani, studio e monitoraggio dei fondali marini, sviluppare ricerca scientifica e industriale in tema di mare e di estrazione marina, pianificazione e organizzazione dello spazio marino al fine di  garantire una gestione efficiente e sostenibile delle attività in mare,  della sorveglianza integrata del mare e fornire alle autorità un quadro preciso di ciò che sta accadendo nel nostro bacino comune, avanzare proposte in materia, monitorare e sostenere le iniziative del Consiglio Adriatico e Ionico e sostenere la strategia elaborata dall’Unione Europea per la regione adriatica e ionica (EUSAIR)”.

A livello nazionale, il contributo dell’economia blu al PIL nazionale supera la media UE in diversi Stati membri, tra cui la Grecia, dove il contributo del settore per l’anno 2016 è stato equivalente al 4,7% del valore aggiunto lordo (VAL) del Paese. Nel caso greco, l’Economia Blu impiega oltre 333.500 persone e genera circa 7.2 miliardi di euro ed è principalmente dominata dal settore del turismo costiero, che rappresenta il 76% del totale dei posti di lavoro legati all’economia blu (secondo i dati per l’anno 2016) e dal trasporto marittimo.

In generale, osservando l’evoluzione dei dati, si può notare che l’Economia Blu ha avuto un significativo impatto positivo sul PIL e sull’occupazione della Grecia.

Ulteriori dati che confermano l’importanza di tale approccio in tutto il Mediterraneo sono stati elaborati dal Think Tank “Imprese del Sud”:  “La cosiddetta “economia blu” impiega 5,4 milioni di persone e genera un valore aggiunto lordo di quasi 500 miliardi di euro l’anno, ma alcuni settori presentano ulteriori margini di crescita”.

La crescita blu è la strategia a lungo termine per sostenere una crescita sostenibile nei settori marino e marittimo. La strategia riconosce che i mari e gli oceani rappresentano un motore per l’economia europea, con enormi potenzialità per l’innovazione e la crescita e rappresenta il contributo della politica marittima integrata al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Approfondimento di Domenico Letizia, pubblicato dall’Agenzia stampa “Pressenza“.

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