Il governo maltese e la tutela delle imprese dopo la Brexit

 Nello scenario geopolitico del Mediterraneo, due realtà nazionali risultano estremamente interessanti: Malta e Cipro. Le due isole rappresentano realtà uniche poichè legate sia all’Unione Europea che all’Organizzazione del Commonwealth delle nazioni, un’organizzazione intergovernativa di più di 50 Stati indipendenti, tutti accomunati dalla passata appartenenza all’impero britannico.

Con la Brexit e il dibattito sulle nuove prospettive del Regno Unito in rapporto all’Unione Europea, Malta vuole giocare una partita importante. Il ministero dell’Economia di Malta ha rinnovato il proprio sostegno alle imprese maltesi che sono esposte alle conseguenze della Brexit.

Il nostro impegno sarà parzialmente attuato attraverso un sistema di supporto Brexit gestito da Malta Enterprise, disponibile per le PMI registrate che svolgono un’attività a Malta. Le imprese legate in modo significativo alle importazioni e alle esportazioni dal mercato britannico possono ricevere un sostegno che copre fino al 50% dei costi sostenuti per i servizi di consulenza acquisiti da un fornitore di servizi professionali”, ha affermato il ministero.
Il ministro dell’Economia, degli investimenti e delle piccole imprese Silvio Schembri ha confermato il suo impegno a sostenere le PMI in questo scenario in continua evoluzione:
Attraverso questo regime di incentivazione saranno fornite alle PMI gli strumenti necessari per adattarsi al contesto post Brexit. Come governo, siamo determinati a proseguire le nostre relazioni durature con la Gran Bretagna e a collaborare in vari settori, a beneficio di entrambi i Paesi“.
Opportunità che risultano estremamente interessanti anche per le aziende e le società italiane interessate ad intrattenere e continuare ad implementare business con il Regno Unito. Ad evidenziare l’importanza anche per le nostre imprese è l’imprenditore Sergio Passariello, presidente del Portale di informazione “Malta Business.

I servizi di consulenza possono riguardare le sfide strategiche e operative che l’azienda potrebbe trovarsi ad affrontare a causa della Brexit. Ciò può includere, tra le altre cose, la pianificazione finanziaria, l’approvvigionamento di merci e materiali, la gestione delle dogane e della logistica. Tali servizi di consulenza non devono essere correlati ai normali costi operativi dell’impresa: ad esempio il normale versamento delle imposte o la consulenza legale.

Agenzia di Domenico Letizia pubblicata dall’Agenzia Internazionale Stampa Estero/Aise.

 

 

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