Il futuro della tecnologia e del digitale tra opportunità commerciali e violazioni dei diritti

Con l’emergere della pandemia di coronavirus, il dibattito politico nazionale prova a centrare l’attenzione sulle prospettive del digitale, dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. Innumerevoli sono le opportunità che le istituzioni e i cittadini possono inseguire per incrementare nuove prospettive occupazionali ma estrema attenzione bisogna dedicare a ciò che può rappresentare l’emergere di nuove visioni totalitarie e di controllo dei cittadini.

Esempio poco conosciuto ma interessante per la nostra analisi è quello proveniente dalla Russia e da Mosca. Mosca ha recentemente sviluppato una delle più grandi reti di sorveglianza biometrica al mondo. La stazione della metropolitana Sportivnaya è una delle tante fermate storiche della metropolitana di Mosca. Decine di migliaia di pendolari prendono la metro ogni giorno per recarsi al lavoro. Quel gran numero di viaggiatori è stato proprio il motivo per cui nel 2018 le autorità di Mosca hanno designato Sportivnaya come banco di prova per uno dei progetti di sorveglianza più avanzati e capillari al mondo. Le masse di viaggiatori che camminano per le piattaforme giorno dopo giorno hanno fornito il campione ideale per un nuovissimo sistema di telecamere che, secondo il sindaco di Mosca, renderà la capitale della Russia molto più sicura. La sorveglianza delle telecamere di Mosca utilizza dati biometrici in tempo reale. Le telecamere sono collegate a un sistema software che invia in diretta le immagini della videosorveglianza a un banco dati della polizia e dei servizi di sicurezza, e utilizza l’intelligenza artificiale per determinare se qualcuno è sospetto o poco gradito. Ciò consente alle autorità di identificare e tracciare i passanti ignari in base al loro aspetto. Se sei un criminale o un terrorista, gli algoritmi ti identificano e viene inviata una notifica diretta a un’app sul cellulare di un agente di polizia che può agire immediatamente. Nel maggio 2019, la città di Mosca ha annunciato che avrebbe installato un software di riconoscimento facciale, un progetto di sicurezza dal valore di circa 53 milioni di dollari, su oltre 200.000 telecamere di sicurezza in tutta la città. All’inizio di quest’anno, almeno 105.000 telecamere sono state già collegate al software di riconoscimento facciale. Il mese scorso il gruppo mediatico RBC ha riferito che la tecnologia verrà presto ampliata: il software sarà in grado di riconoscere le persone in base a tatuaggi, colore degli occhi, suono della voce e modo di camminare.

Mentre gli avvocati, gli attivisti dei diritti umani e i giornalisti, quando non scompaiono, vengono ignoranti dall’informazione della nostra penisola, le autorità politiche italiane sono pronte a mostrarci la solidarietà di Russia, Cina, Cuba. Queste sono le nuove, ma non troppo, vertenze che bisognerà inseguire nel prossimo futuro per evitare l’emergere di nuovi dispotismi. Dobbiamo anche dire che la crisi sanitaria mondiale sta modificando lo scenario economico globale. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD) e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) hanno lanciato l’allarme sull’impatto del coronavirus sull’economia mondiale. Secondo le ultime stime dell’OCSE ogni mese di ulteriore misura di contenimento comporta una perdita annuale di due punti percentuali di PIL e l’effetto del lockdown finirà per influenze direttamente i settori che rappresentano fino a un terzo del PIL delle principali economie.
Il solo
settore turistico deve far fronte a un calo della produzione tra il 50% e il 70%. All’inizio del mese di marzo, le stime dell’Interim Economic Outlook dell’OCSE prevedevano una riduzione della crescita mondiale di mezzo punto. Purtroppo, la situazione è peggiorata e secondo autorevoli analisti economici la pandemia porta con sé il terzo e più grande shock economico, finanziario e sociale del 21° secolo, dopo l’11 settembre e la crisi finanziaria globale del 2008. Lo shock produce un arresto della produzione nei paesi interessati dalla pandemia, colpendo le catene di approvvigionamento, un forte calo dei consumi e l’emergere di visioni allarmanti per l’occupazione mondiale.La crisi economica e del lavoro causata dalla pandemia di COVID-19 potrebbe incrementare la disoccupazione nel mondo di quasi 25 milioni. L’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) ha pubblicato una nota sulla stima preliminare, “COVID-19 e il mondo del lavoro: impatto e risposte” in cui richiede misure urgenti, coordinate e su larga scala, ancorate su tre fronti di azione: proteggere i lavoratori, stimolare l’economia e l’occupazione, sostenere il lavoro e il reddito. Tali misure comprendono l’estensione della protezione sociale, il sostegno per mantenere il lavoro e sgravi finanziari e fiscali, anche per le micro, piccole e medie imprese. Inoltre, la nota propone misure di politica fiscale e monetaria e sostegno finanziario per specifici settori economici. Sulla base di possibili scenari dell’impatto di COVID-19 sulla crescita del Prodotto Interno Lordo globale, le stime dell’OIL indicano un aumento della disoccupazione globale tra 5,3 milioni (scenario a basso impatto) e 24,7 milioni (scenario ad impatto medio-alto) che si sommerebbe ai 188 milioni di disoccupati del 2019. In confronto, la crisi finanziaria globale del 2008-2009 aveva portato all’incremento della disoccupazione globale di 22 milioni. La crisi attuale e le restrizioni che quasi tutto il globo sta vivendo metteranno al centro delle future relazioni occupazionali l’importanza di nuove prospettive e logiche legate al lavoro, al tempo e alla capacità di creare network e relazioni, dando immenso valore alle relazioni digitali, alla tecnologia e alla dinamicità della rete. In campo agroalimentare, il registro digitale permette di tracciare un alimento sin dalla coltivazione e quindi la geocalizzazione della terra coltivata, ripercorrendo la filiera, sino al rivenditore del prodotto, in maniera minuziosa ed immutabile. Tale innovazione affiancata da altre tecnologie sviluppate, come ad esempio un codice lettore QR Code, sta velocemente diffondendosi al fine di garantire maggiore sicurezza e trasparenza tra tutti i player della filiera.

Attraverso queste tecnologie, sul registro distribuito restano tracciati i vari passaggi, che vengono archiviati on chain al fine di rendere la catena sicura e garantire con certezza tutti i passaggi al consumatore. Il cliente o il consumatore è a conoscenza di tutte le varie fasi del prodotto alimentare: la vita, la specie, dove è cresciuto o dove è stato coltivato, la metodologia di produzione o di allevamento, l’alimentazione dell’animale o la tipologia di coltivazione, la presentazione del prodotto, la geo-localizzazione e anche altri innumerevoli processi che interessano i consumatori. Oltre all’immagazzinamento delle informazioni, i coltivatori, i distributori ed i consumatori possono risalire la catena sin dalla geolocalizzazione dei terreni coltivati, attraverso l’utilizzo di piattaforme tech, con foto e analisi dei processi di produzione da caricare su un’apposita applicazione. La fase di creazione avviene attraverso delle analisi che vengono effettuate sul terreno (oppure l’allevamento o il pescato) in grado di verificare l’esistenza delle diverse molecole, catalogate successivamente on cloud e notarizzate sulla blockchain. L’obiettivo è quello di ottenere per il prodotto finale una vera e propria carta d’identità minuziosa che non potrà essere successivamente falsificata. Combattere con la tecnologia le frodi al «Made in Italy». Non solo. E’ importante dedicare attenzione alle nuove opportunità del digitale in rapporto all’educazione, alla formazione, alla certificazione e alla specializzazione, così come posso portarvi l’esempio della Mediterranean Academy of Culture, Technologies and Trade di Malta che ha visto incrementare il proprio bacino di utenti e clienti fornendo un vasto ventaglio di proposte in ambito formativo. 

La completa realizzazione del fenomeno del «capitalismo informazionale», descritto dal sociologo spagnolo Manuel Castells, attraverso nuove forme di organizzazione economica e il funzionamento della società come ad una rete che irradia potere, si vincola per mezzo dei computer e genera relazioni di organizzazione delle relazioni sociali e occupazionali.

Relazione di Presidenza di Domenico Letizia durante i lavori il Congresso Nazionale del Partito Pirata.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *