Foreste e biodiversità, troppo preziose per andare perse

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 21 marzo la Giornata internazionale delle foreste (IDF), inaugurata nel 2012. Il giorno celebra la ricerca scientifica e l’approccio eco-sostenibile in rapporto alle foreste, incoraggiando la diffusione di attività e iniziative locali, nazionali e internazionali per organizzare eventi, conferenze, approfondimenti e workshop che coinvolgono i paesaggi, la tutela delle foreste e degli alberi. Ogni anno, viene scelto il tema specifico della giornata e per il 2020 la tematica scelta è la “tutela della foresta e della biodiversità”.

Le foreste rappresentano il più importante serbatoio di biodiversità, riuscendo a garantire la protezione del suolo, la qualità dell’aria che respiriamo, la tutela del patrimonio liquido e generando anche un’importante filiera commerciale e turistica legata ai servizi di chi vive e valorizza tali contesti.

Secondo i dati pubblicati periodicamente dalla FAO, l’area forestale mondiale diminuisce di qualche milione di ettari all’anno, corrispondenti, nel periodo 1990-2010 ad una perdita netta pari a quasi 4 volte le dimensioni dell’Italia. Nel 2010 l’area totale di superficie forestale era di 3.890 milioni di ettari, il 30% della superficie totale della terra. In tutto il mondo, la riduzione lorda del suolo destinato a foreste, causata dalla deforestazione e da catastrofi naturali nei 20 anni presi in considerazione, è stata di 15,5 milioni di ettari l’anno. Negli ultimi anni, a lanciare l’allarme è la stessa Fao, l’organizzazione dell’Onu per il cibo e l’agricoltura, che ricorda di come le foreste siano l’habitat dell’80% della biodiversità terrestre e ospitino più di 60mila specie di piante.

Più di un miliardo e mezzo di persone dipendono direttamente dalle foreste per cibo, riparo, produzione di energia e reddito familiare.

Una quota significativa della domanda globale di materie prime agro-forestali viene dai Paesi europei, soprattutto attraverso le grandi industrie di trasformazione. I dati dimostrano che, in media, le emissioni da deforestazione prodotte da queste importazioni rappresentano il 50% delle emissioni agricole nazionali dei principali Paesi europei: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svizzera, senza dimenticare il Regno Unito.

Un segnale positivo arriva dal settore forestale e dalla produzione di legname tropicale sostenibile, che interessa oggi 30 milioni di ettari: attualmente il 25-32% dei principali prodotti legnosi tropicali importati nell’Unione Europea è accompagnato da certificazione di filiera sostenibile. In Italia, il 7,6% dei boschi e delle foreste sono gestite in maniera sostenibile. Nel 2019 la superficie certificata è di 881.068 ettari, con una crescita di 62.000 ettari in più rispetto al 2018 quando erano 819.017.

Lo rende noto il Rapporto annuale del “Programme for endorsement of forest certification schemes”, ente internazionale per la certificazione della buona gestione del patrimonio forestale. La superficie forestale certificata più estesa è quella del Trentino Alto-Adige con 300.445 ettari gestiti dal Bauernbund – Unione Agricoltori di Bolzano, ai quali si aggiungono i 261.428,81 ettari cumulativi curati nella provincia di Trento e che comprendono l’area gestita dal Consorzio dei Comuni Trentini e dalla Magnifica Comunità di Fiemme. Al secondo posto il Veneto con 92.705,96 ettari, poi il Friuli Venezia Giulia, con 83.352,35 ettari. A seguire ci sono le zone forestali di Piemonte, Lombardia, Toscana, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Umbria e Lazio.

La gestione sostenibile di tutti i tipi di foreste è al centro delle sfide dei paesi in via di sviluppo e sviluppati, una tematica dall’approccio globale, a beneficio delle generazioni attuali e future. In Italia le foreste sono in continuo e graduale aumento, giungendo a coprire circa un terzo del territorio nazionale, soprattutto a causa della crescita spontanea della vegetazione forestale sui terreni agricoli abbandonati. La maggiore pressione sulle foreste deriva dagli incendi e dagli impatti dei cambiamenti climatici.

Nonostante tutti questi inestimabili benefici ecologici, economici, sociali e sanitari, la deforestazione a scala globale continua ad essere allarmante: 12 milioni di ettari di foreste vengono distrutti ogni anno. La deforestazione rappresenta il 12-20% delle emissioni globali di gas serra che contribuiscono al cambiamento climatico per circa 4,5 miliardi di tonnellate di anidrite carbonica. La giornata internazionale delle foreste pone nuovamente l’attenzione sul nostro ecosistema e sulla valorizzazione e tutela di questo immenso e importantissimo patrimonio del nostro pianeta.

Approfondimento di Domenico Letizia pubblicato dalla rivista “Babilon“.

 

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